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Il Piano Nazionale Scuola Digitale

Il Piano Nazionale Scuola Digit  Stefania Giannini il 27 ottobre 2015, è il documento di indirizzo del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca per il lancio di una strategia complessiva di innovazione della scuola italiana e per un nuovo posizionamento del suo sistema educativo nell’era digitale. È un pilastro fondamentale de La Buona Scuola (legge 107/2015), una visione operativa che rispecchia la posizione del Governo rispetto alle più importanti sfide di innovazione del sistema pubblico: soprattutto l’innovazione del sistema scolastico e le opportunità dell’educazione digitale.

Il PNSD ha valenza pluriennale e fissa  priorità e  azioni, stabilisce gli investimenti, assegna le risorse, crea opportunità per collaborazioni istituzionali tra il Ministero, le Regioni e gli Enti locali per promuovere l’innovazione digitale del Paese partendo dalla scuola e raggiungendo tutte le famiglie anche nelle periferie più isolate.

Il documento è diviso in 7 sezioni. Dopo aver spiegato cos’è, viene fatta una breve storia a partire dal 2007, anno in cui si parla per la prima volta di PNSD con l’obiettivo di modificare e promuovere il digitale nella scuola. Da allora, con l’introduzione delle LIM e con l’Azione delle cl@ssi 2.0 si è cercato di portare il laboratorio in classe, cercando di stimolare l’ideazione e la realizzazione di ambienti di apprendimento innovativi.

Successivamente viene analizzata la situazione attuale in Italia per ciò che riguarda la  fornitura tecnologica delle scuole, le competenze degli alunni, la formazione degli insegnanti, tutte insufficienti riguardo agli standard europei.  Qui si inserisce il PNSD organizzato in 4 passaggi fondamentali: 1) strumenti; 2) competenze e contenuti; 3)formazione; 4) accompagnamento. Per ognuno sono stati identificati "obiettivi critici" ma raggiungibili, collegati ad azioni specifiche in grado di consentire un miglioramento complessivo di tutto il sistema scolastico.

1) Gli strumenti sono tutte le condizioni che abilitano le opportunità della società dell'informazione e mettono le scuole nelle condizioni di praticarle, come fornire le scuole di una fibra per banda larga, il cablaggio interno di tutti gli spazi della scuola (Lan e W-Lan). Sono le condizioni di accesso, la qualità degli spazi e degli ambienti, l'identità digitale e l'amministrazione digitale.

2) L'obiettivo del Piano è fare una didattica innovativa, con l'aiuto dei contenuti per rafforzare le competenze e gli apprendimenti degli alunni. Le competenze degli alunni del ventunesimo secolo sono fatte di nuove alfabetizzazioni, di competenze trasversali e di attitudini da sviluppare. Gli alunni devono essere utenti consapevoli di ambienti e strumenti digitali, ma anche produttori, creatori, progettisti. I docenti devono essere i facilitatori di percorsi didattici innovativi basati su contenuti più familiari per loro e per i loro studenti. La Scuola secondaria di I grado deve aggiornare il curricolo di Tecnologia per includervi le tecniche e le applicazioni digitali in grado di accompagnare le discipline nel futuro.

3) La formazione del personale, orientata all'innovazione didattica attraverso le tecnologie digitali, sarà quindi cruciale per fare uno scatto in avanti.

Importante non è la tecnologia ma i nuovi modelli di interazione didattica che la utilizzano. I docenti devono formarsi sulle competenze digitali intese come capacità di volgere in senso pedagogico e didattico l'uso delle tecnologie come mezzo per potenziare apprendimenti e competenze chiave.

Finora la formazione si è spesso limitata all'alfabetizzazione di base delle tecnologie, ora si deve avere un nuovo approccio che faccia della formazione dei docenti all'innovazione didattica una nuova priorità all'interno del sistema nazionale di formazione obbligatoria, secondo i principi enunciati ne La Buona Scuola. Tale formazione in servizio è diretta ai docenti, ai Dirigenti Scolastici, ai Direttori dei servizi generali e amministrativi e avverrà in sedi detti snodi formativi.

4) Portare la scuola nell’era digitale non è solo una sfida tecnologica ma anche una sfida organizzativa, culturale, pedagogica, sociale e generazionale.

Le scuole devono essere sostenute in un numero di passaggi sempre crescente, che vanno dall’acquisto di dotazioni tecnologiche alla loro configurazione, dalla predisposizione di spazi più accoglienti e aperti all’innovazione fino alla 

creazione di politiche organizzative in grado di recepire le esigenze di innovazione del curricolo, dell’orario scolastico e del territorio. Le scuole, e quindi i dirigenti scolastici, i direttori amministrativi, i docenti e le stesse famiglie, non

possono essere lasciate sole nell’attuazione di questo Piano. Le sfide che esso offre - quelle dell’innovazione didattica e organizzativa e, più in generale, dell’innovazione sistemica -

sono troppo profonde per essere risolte dai soli strumenti convenzionali, quali bandi e materiali informativi. Il Piano Nazionale Scuola Digitale richiede quindi, una strategia di accompagnamento chiara e altrettanto ambiziosa, su diversi livelli.

In ogni scuola gli “animatori digitali” insieme ai dirigenti scolastici e ai direttori amministrativi, adeguatamente

formati su tutti i suoi contenuti, devono animare ed attivare le politiche innovative contenute nel Piano e  coinvolgere tutto il personale, oltre che gli studenti e le loro famiglie.

A livello di rete. Il MIUR  si occuperà  di mappare e conoscere le reti di scuole maggiormente attive e impegnate a realizzare ogni giorno la “scuola digitale”, e offrirà modalità di ascolto periodico al fine di costruire insieme le prossime versioni del Piano.

In ogni territorio. È in corso di sviluppo una politica di accordi territoriali che, facendo leva sui contenuti del Piano valorizzi le specificità e qualità dei territori, e non costruisca solo occasioni di collaborazione e politiche di coinvestimento.

Con il mondo esterno alla scuola. Sarà sviluppata una strategia di accordi e agevolazioni con partner terzi alla scuola e all’amministrazione.

Da parte del MIUR. Non si tratta solo di scrivere buoni bandi e materiali informativi chiari per le scuole, ma di porre al centro di una politica di informazione e accompagnamento.

Come politica di monitoraggio. Servirà un nuovo Osservatorio per la scuola digitale, per  un monitoraggio quantitativo e qualitativo di tutto il Piano, per cogliere le ricadute e le traiettorie della sua attuazione. In relazione con la comunità scientifica internazionale. Sarà costituito un comitato scientifico, che, a partire dai dati dell’osservatorio e dal monitoraggio condotto, analizzi l’andamento delle azioni e delle politiche sostenute dal Piano e ne suggerisca miglioramenti.

 

 Gli obietti del PNSD sono:

  •  sviluppo delle competenze digitali degli studenti;
  • potenziamento degli strumenti didattici e laboratoriali necessari a migliorare la formazione ed i processi di innovazione delle istituzioni scolastiche;
  • adozione di strumenti organizzativi e tecnologici per favorire la governance, la trasparenza e la condivisione di dati;
  • formazione dei docenti per l’innovazione didattica e lo sviluppo della cultura digitale;
  • formazione del personale amministrativo e tecnico per l’innovazione digitale nell’amministrazione;
  • dematerializzazione
  • identità digitale per ogni utente della scuola
  • creare biblioteche digitali scolastiche
  • assistenza tecnica per le scuole del primo ciclo.
  • potenziamento delle infrastrutture di rete;
  •  valorizzazione delle migliori esperienze nazionali;
  • definizione dei criteri per l’adozione dei testi didattici in formato digitale e per la diffusione di materiali didattici anche prodotti autonomamente dalle scuole.

 

Per facilitare questo processo di cambiamento in ogni scuola è stato individuato un Animatore Digitale, una nuova figura che coordina la diffusione dell’innovazione digitale a scuola e le attività del PNSD. Si tratta, quindi, di una figura di sistema e non di un supporto tecnico

L’AD sarà formato in modo specifico affinché possa (rif. Prot. N° 17791 del 19/11/2015) “favorire il processo di digitalizzazione delle scuole e diffondere le politiche legate all’innovazione didattica attraverso azioni di accompagnamento e di sostegno sul territorio del Piano Nazionale Scuola Digitale”.

Il suo profilo  è rivolto a:

FORMAZIONE INTERNA: stimolare la formazione interna alla scuola negli ambiti del PNSD, attraverso l’organizzazione di laboratori formativi (senza essere necessariamente un formatore), favorendo l’animazione e la partecipazione di tutta la comunità scolastica alle attività formative, come ad esempio quelle organizzate attraverso gli snodi formativi.

COINVOLGIMENTO DELLA COMUNITÁ SCOLASTICA: favorire la partecipazione e stimolare il protagonismo degli studenti nell’organizzazione di workshop ed altre attività, anche strutturate, sui temi del PNSD, attraverso momenti formativi aperti alle famiglie e ad altri attori del territorio, per la realizzazione di una cultura digitale condivisa.

CREAZIONE DI SOLUZIONI INNOVATIVE: individuare soluzioni metodologiche e tecnologiche sostenibili da diffondere all’interno degli ambienti della scuola (es. uso di particolari strumenti per la didattica di cui la scuola si è dotata; la pratica di una metodologia comune; informazione su innovazioni esistenti in altre scuole; un laboratorio di coding per tutti gli studenti), coerenti con l’analisi dei fabbisogni della scuola stessa, anche in sinergia con attività di assistenza tecnica condotta da altre figure.  L'A.D. non opererà da solo ma assieme ad un team di 3 docenti che si occuperanno di innovazione digitale. Tale team è concepito per supportare e accompagnare adeguatamente l'innovazione didattica nelle scuole, nonchè l'attività dell'Animatore Digitale. La formazione partirà già da marzo 2016.

(Per approfondimenti, vedi link presenti in alto)

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Piano Nazionale Scuola digitale
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